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Articolo tratto dal sito internet: www.centromedicocerva.it
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Fertilita > Infertilita > Tecniche > IUI L'inseminazione intrauterina (IUI) Le indagini preliminari devono aver dimostrato che l'utero sia normale e che le tube siano pervie. La IUI è utile alle donne che hanno uno scarso muco cervicale e viene utilizzata anche per la sterilità inspiegata e nei casi di lieve dispermia prima di ricorrere alla FIVET. Generalmente si procede con una induzione dell'ovulazione il cui obiettivo è quello di portare a maturazione 2-3 follicoli per aumentare le possibilità che almeno uno di essi resti fecondato. Tramite l'ecografia si valuta quale sia il momento più opportuno per somministrare l'hCG (gonadotropina corionica umana) e, dopo circa 36-40 ore, si può procedere all'inseminazione. Il giorno dell'inseminazione, il liquido seminale viene raccolto e sottoposto a un trattamento detto capacitazione, che dura 60-90 minuti attraverso cui vengono selezionati gli spermatozoi più mobili.Le percentuali di successo sono modeste e difficilmente calcolabili, vista l'eterogeneità delle situazioni, ovvero non più del 12-15% ad ogni tentativo.I rischi dell'inseminazione sono pochi e si traducono solitamente in aumento di possibilità di gravidanza multipla o rischio di iperstimolazione ovarica, rischi facilmente evitabili con la semplice sospensione del ciclo di terapia. Nel caso dell’inseminazione che utilizza il liquido seminale del partner maschile della coppia la legge 40/2004 non prevede restrizioni o cambiamenti.La nuova legge invece proibisce (art.4 comma 3) il ricorso alle tecniche che utilizzano gameti (liquido seminale) di donatore: saranno circa 10 mila le coppie costrette a recarsi all’estero o a rivolersi ad un mercato clandestino che, data la relativa semplicità delle procedure, non tarderà a diffondersi con buona pace di tutte le misure di tutela della salute delle donne. Nessuno potrà più accedere alle banche del seme che utilizzando seme congelato potevano garantire lo screening relativo alle malattie genetiche e infettive del donatore, ma lo sperma fresco non è certo un materiale di difficile reperimento, anche se non dà nessuna garanzia rispetto alla trasmissione delle malattie infettive, e ciò esporrà le donne e i bambini alle infezioni delle malattie a trasmissione sessuale. |