Gli studi sulla funzione sessuale femminile sono di molto inferiori a quelli documentati per gli uomini. Esiste tutt’oggi quello che è stato definito un “sexist bias”, un limite sessista nella ricerca scientifica, che ha fatto considerare gli studi sulla sessualità femminile meno importanti e prioritari di quelli sugli uomini.
Le disfunzioni sessuali femminili (FSD Female Sexual Disorder) hanno avuto una nuova classificazione nel “Consensus conference panel on definition and classification of female sexual dysfunction” tenutosi a Boston nel 1998 (Basson et al. J Urology 163,889 – 93, 2000).